I greci in Calabria


Le ragioni per cui gli antichi Greci, tra l'VIII e il V secolo A.C. colonizzarono il Meridione d'Italia sono assai articolate e complesse.
Certamente l'espansione greca verso occidente fu favorita dal fatto che il Mediterraneo era noto alle genti dell'Egeo. Viaggiatori e mercanti micenei vi avevano tracciato rotte che li avevano portati, in molti casi, a quegli approdi, a quegli stessi luoghi in cui secoli più tardi sarebbero sorti i primi empori commerciali greci e le prime poleis coloniali, in Campania, Puglia e Calabria.
Quando sorse Reggio Calabria, verso il 720 A.C. erano già attive sulle stretto di Messina poleis commerciali come Zancle (Messina) e Nasso.
Reggio esercitava una funzione di controllo sulla navigazione dello strettoe questa posizione le permise di estendere i suoi domini fino a Locri. Qui nella Locride il genio greco trovò tutte le componenti per esprimere capolavori su capolavori arrivando ad un livello che non sarebbe più raggiunto dalle generazioni future, né il mondo esprimerà mai più un popolo di tanta armoniosa civiltà come quello che 2700 anni fa sciamò sulle coste del Mediterraneo. Il cielo limpido e il suo paesaggio calmo, dai contorni netti, la forma e i colori di questa terra, il mare dalla tinte violacee, hanno certamente formato il gusto artistico dei suoi abitanti.

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Il primo trattato di immersione subacquea lo scrisse Aristotele e riguarda le tecniche, le attrezzature ed i malesseri che colpivano i sommozzatori.

 

 

 

l primo manuale di Immersione della U.S.Navy è stato pubblicato nel 1924.

 

 

 

Il 25 settembre del 1925, il sottomarino S-51 affondava a seguito di una collisione, a Block Island, poggiandosi a soli 40 metri di profondità.
Nel 1927 un altro sottomarino l'S-4 affondò in 31 metri d'acqua, con la perdita di 40 uomini di equipaggio; di questi, 6 sopravvissero all'affondamento e i sub che lavoravano per recuperare il sommergibile riuscivano a sentirli battere sullo scafo per un breve tempo, poi il silenzio per sempre.
L'opinione pubblica indignata, cominciò a richiedere migliori prestazioni da parte della Marina.
Poco dopo la Marina fondò una scuola sperimentale di immersione. I due obbiettivi principali erano:
1) Sviluppare nuove tecniche di immersione per limitare gli effetti della narcosi da azoto.
2) Sviluppare metodi efficaci e rapidi per recuperare un equipaggio intrappolato all'interno di un sottomarino.

 

I Bronzi di Riace (verità sul ritrovamento)

Il ritrovamento è attribuito a Stefano Mariottini, in realtà ad individuare le due Statue sono stati due bambini, rispettivamente di 8 e 10 anni, mentre effettuavano apnee a 5-6 metri di profondità. Allertato il Comando dell Guardia di Finanza del posto, questi si è avvalso "successivamente" del Sub Mariottini, che a quell'epoca si trovava in Calabria in ferie.